Perché scavarono il cortile di Palazzo Lascaris

1 Giugno 2024

L'AULA USATA DAL CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE NACQUE IN ORIGINE COME SALA CONFERENZE DELLA CAMERA DI COMMERCIO: UN MOSTRA RACCONTA QUESTO EPISODIO E QUATTRO SECOLI DI STORIA

Nell'Ottocento e nel primo Novecento numerosi palazzi nobiliari del centro di Torino – tra piazza San Carlo e piazza Solferino – furono acquistati dalle banche per farne le proprie sedi direzionali e di rappresentanza. Intorno all'edificio della Banca d`Italia, tutt`ora esistente in via dell'Arsenale, trovarono prestigiosa collocazione, tra gli altri, la Cassa di Risparmio di Torino, il Banco di Sicilia, la Banca di Roma, La Banca Nazionale del Lavoro, il Monte dei Paschi di Siena, il Banco Ambrosiano, la Banca Commerciale Italiana e l'istituto Bancario San Paolo di Torino.

Anche Palazzo Lascaris, attuale sede del Consiglio Regionale del Piemonte in via Alfieri 15, ospitò nell'Ottocento un istituto di credito, il Banco di Sconto e Sete, che era fra le banche più importanti d`Italia, voluta in prima persona da Camillo Cavour. L'antico scudo che ne ricorda il nome è da poco tornato alla luce ed è visibile sopra al portone d'ingresso di questo notevole edificio barocco, che una bella mostra («Palazzo Lascaris e i suoi abitanti») aperta al pubblico fino al prossimo 30 settembre racconta percorrendo quattro secoli di storia: ingresso da via Lascaris 9, visite gratuite dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Quattro secoli di storia. L'edificio risale alla seconda metà del Seicento. Fu costruito fra il 1663 e il 1666 per volere dell'arcivescovo Michele Beggiamo e del fratello Giovanni Battista, che avevano comprato dalla famiglia Broglia di Chieri un vasto appezzamento di terreno nell'isola di Santa Francesca Romana, Sezione Monviso, al confine con la Cittadella. Le varie fasi dell'edificazione e dei suoi numerosi rifacimenti sono narrate nella prima sala della mostra attraverso documenti originali (fra essi la pianta del piano terreno a fine Ottocento con il giardino dipinto a mano), la riproduzione dei progetti e diverse fotografie d'epoca. Un pannello che certamente attira l'attenzione è quello dedicato al censimento torinese del 1796, con il conteggio esatto degli abitanti che popolavano l'edificio, all'epoca indicato come Palazzo Carron. Era una dimora aristocratica e al piano nobile ospitava i marchesi Carron di San Tommaso con 34 persone di servizio (esclusi i bambini), ma in altri appartamenti, dagli ammezzati al terzo piano, vivevano secondo l'uso dell`epoca anche famiglie borghesi o del popolo: un indoratore di carrozze, un tappezziere, una sarta, una giardiniera, un garzone di stalla, il pittore Angelo Vacca, un avvocato, un prete e altri numerosi servitori. In totale, ben 118 persone. La lunga lista dei proprietari. Nell'Ottocento il palazzo cambiò proprietario diverse volte, pur rimanendo sempre nell'ambito delle famiglie aristocratiche legate alla corte dei Savoia (per successione passarono di qui le casate Delle Lanze, Scaglia di Verrua, Carron di San Tommaso, Lascaris di Ventimiglia, Benso di Cavour).

Ad un certo punto le spese da sostenere per il mantenimento di un edificio così importante, con giardini e scuderie, divennero insostenibili e l'edificio passò di mano ad alcune grandi istituzioni della città capitale d'Italia: dal 1860 in avanti Palazzo Lascaris divenne prima sede istituzionale del Consiglio di Stato, poi della Corte di Cassazione, poi vennero il Banco di Sconto e Sete, la Snia Viscosa dell`industriale Riccardo Guatino, fino alle istituzioni culturali del regime fascista, tra cui L`Ente Nazionale Moda, nato per limitare l'influsso della moda parigina. La seconda sala della mostra è dedicata agli «abitanti» del palazzo: sono rappresentati in un video in 3D e attraverso una vasta serie di ritratti (originali o riprodotti) delle donne e degli uomini che hanno fatto la storia di questo edificio. Nelle teche trovano posto diversi oggetti che riportano ai fasti del passato: un abito da ballo di metà Ottocento, eleganti cappellini degli anni `30, certificati azionari, fotografie storiche e documenti originali relativi ai vari passaggi di proprietà. Dopo i bombardamenti. Dopo i bombardamenti del 13 Luglio 1943 che distrussero tutta la parte centrale del Palazzo Lascaris (compreso il salotto cinese e i soffitti del salone delle feste dipinti dal Legnanino), L'edificio visse un periodo di abbandono. Nel 1948 fu acquistato dalla Camera di Commercio e Agricoltura di Torino che, tra il 1959 e il 1961, fece eseguire imponenti lavori di ristrutturazione. Soprattutto fece scavare sotto il cortile una grande sala conferenze, come documentato da disegni, fotografie, videorendering e testimonianze esposte al pubblico. La Camera di Commercio mantenne la sua sede in via Alfieri fino al 1975, quando la Regione Piemonte (nata cinque anni prima) si fece avanti per acquistare il palazzo, ritenuto adatto a ospitare l'Assemblea politica regionale. La grande sala sotto il cortile venne adattata su progetto dell`architetto Franco Albini di Milano e il 20 settembre 1979 il Consiglio Regionale vi prese possesso.

Il Consiglio Regionale del Piemonte. La terza sala della mostra dedicata a Palazzo Lascaris porta l`attenzione proprio sulla vita del Consiglio regionale: i ritratti dei presidenti che si sono succeduti dal 1970 ad oggi, le foto dei principali avvenimenti e documenti originali della storia dell`istituzione (il primo Statuto della Regione Piemonte del 1971 e quello del 2005, la macchina a tasti Michela usata fino a poco tempo fa per stenografare automaticamente le sedute d`aula, i documenti delle prime sedute consiliari). Una grande bandiera del Piemonte domina la sala sopra una gigantografia dell`aula consiliare: essa rappresenta il cuore di tutte le attività che si svolgono oggi a Palazzo Lascaris, qui nascono le leggi della Regione Piemonte.

Se attualmente le facciate esterne di Palazzo Lascaris sono coperte da impalcature per i lavori di restauro (che si concluderanno nel 2025), i sontuosi interni dell'edificio si possono visitare attraverso un tour virtuale: https://virtualtour-lascaris.csi.it/virtualtour/lascaris-2023/index.htm 
Nell'atrio del palazzo sono tornati alla Luce affreschi ottocenteschi. Il presidente del Consiglio Regionale Stefano Allasia, che ha fortemente voluto i restauri, ha sottolineato il desiderio «di riportare Palazzo Lascaris all`antico splendore: un investimento importante ma necessario per salvaguardare un complesso aulico straordinario, renderlo funzionale all'attività legislativa che si svolge all'interno ed anche aperto a tutti i cittadini che vorranno visitarlo». La mostra «Palazzo Lascaris e i suoi abitanti» ha la curatela di Marco Fasano, direttore della Fondazione Camillo Cavour di Santena (presieduta da Marco Boglione), e la consulenza della storica dell'arte Arabella Cifani. Per allestirla sono stati raccolti, oltre agli studi ed ai materiali provenienti dall'archivio storico e fotografico del Consiglio Regionale e della Fondazione Cavour, quelli concessi in prestito da: Camera di Commercio di Torino, Archivio storico della Città di Torino, Soprintendenza per i beni architettonici, Fondazione Franco Albini di Milano, Galleria d'Arte Moderna, Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Tutti i testi sono leggibili in inglese tramite i QRcode riprodotti sui pannelli espositivi mentre un elegante catalogo accompagna i visitatori della mostra.



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