Palazzo Lascaris e i suoi abitanti

19 Marzo 2024

Mostre
Cinque secoli di vita della sede dell’Assemblea legislativa piemontese: dai fasti aristocratici di fine ‘600 alla presenza di banche, dalla Snia Viscosa alla Camera di Commercio fino al luogo dove si approvano le leggi regionali 

La mostra, allestita in occasione della fine dell’undicesima Legislatura regionale e per presentare gli importanti lavori di restauro in corso, sarà aperta al pubblico gratuitamente dal 25 marzo al 30 settembre 2024, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17.

“Palazzo Lascaris rappresenta un patrimonio unico nel centro di Torino”, dichiara il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia. “Abbiamo scelto, dopo 70 anni, di riportarlo all’antico splendore, un investimento importante del Consiglio regionale, un’opera necessaria per salvaguardare un complesso aulico straordinario, renderlo funzionale all’attività legislativa dell’ente e aperto ai cittadini che vorranno visitarlo”. L’esposizione racconta la storia architettonica del palazzo barocco di via Alfieri 15, con documenti, fotografie e video interattivi, dalla sua costruzione a metà ‘600, fino agli attuali restauri che hanno svelato affreschi che erano stati coperti.

Gli abitanti del palazzo in quattro secoli di vita sono rappresentati nella seconda sala da un abito da ballo di fine `800 e da alcuni ritratti: qui vissero famiglie aristocratiche, ma anche inquilini borghesi, poi banche, istituzioni pubbliche, fino alla Snia Viscosa e alla Camera di Commercio che, a Palazzo Lascaris, ebbe sede dal 1948 al 1974. La terza sala è dedicata al Consiglio regionale che “abita” Palazzo Lascaris dal 20 settembre 1979. I ritratti dei presidenti, le foto dei principali avvenimenti accaduti in più di 40 anni e alcuni documenti originali della nostra storia compongono l’allestimento: il primo Statuto del 1971 e quello del 2005, la macchina a tasti Michela usata per rendicontare le sedute d’Aula, i documenti scritti a mano delle prime sedute consiliari.

La mostra ha la curatela artistica di Marco Fasano, direttore della Fondazione Cavour di Santena (presieduta da Marco Boglione), e la consulenza della storica dell’arte Arabella Cifani. Oltre ai materiali provenienti dall’archivio storico e fotografico del Consiglio regionale, hanno collaborato tra gli altri: la Camera di Commercio di Torino, l’Archivio storico della Città di Torino, la Soprintendenza per i beni architettonici, la Fondazione Franco Albini di Milano, la Galleria d’Arte Moderna, la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.



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