L’asta più alta d’Italia in facciata alla villa

9 Febbraio 2024

Fondazione Cavour. Boglione confermato presidente. Cruciale la nuova convenzione con Torino per fare fundraising

SANTENA «Siamo in attesa del parere definitivo della Soprintendenza, anche se informalmente ci aveva già comunicato il suo assenso. Se arriverà per tempo, in occasione dei festeggiamenti del 17 marzo poseremo la prima pietra dell'asta della bandiera più alta d'Italia».

Marco Boglione spera di inaugurare il suo nuovo mandato quadriennale come presidente della Fondazione Cavour con un'opera per lui strategica nell'ambito della "mission" che si è dato: la valorizzazione costante dell'Unità d`Italia «Nessuno meglio di noi ha titolo per farlo e questo progetto rappresenta un tassello importante. Una volta che l`asta sarà posata, tutti i giorni il tricolore salirà e scenderà, con tanto di inno ad accompagnare entrambe le cerimonie»

Era il 2021 quando Boglione, imprenditore di successo fondatore del gruppo BasicNet, manifestò per la prima volta la volontà di installare l'asta più alta d`Italia 51 metri, come il numero di anni vissuti da Cavour. L'installazione coverà posto nel prato del parco storico, davanti agli scaloni della villa. Sull`asta verrà issato un tricolore di circa 15 metri per 30, il più grande al mondo.

La Cascina Nuova

Lo stesso vale per la trasformazione della Cascina Nuova nella sede della Scuola Nazionale dell'Amministrazione Pubblica (Sna), ma anche in campus universitario. Un progetto che un anno fa sembrava prossimo al decollo, poi ha subìto una battuta d`arresto. «La ristrutturazione sarà ultimata entro la fine di questo mio nuovo mandato – assicura il presidente – Il rallentamento è stato dovuto al cambio di govemo. Visto che la Sna dipende dal Ministero, c'era da aspettarselo. Ora si sta rimettendo tutto in moto. I lavori si faranno grazie ai soldi dei portatori di interesse che stiamo contattando, mentre il Ministero affitterà gli spazi».

Il progetto prevede il recupero di Cascina Nuova, il complesso fatto erigere dai nonni di Cavour nel 1795, oggi vuoto. Si trova verso la circonvallazione, di fronte alla scuola media Falcone. Con una spesa stimata di 6 milioni, verrebbero ricavate 16 aule didattiche e 2 sale polivalenti di varie metrature, ma anche uffici, caffetteria, spazi collettivi e bookstore.

Scavati al di sotto del cortile, sono in progetto l'aula magna da 570 metri quadri e un deposito magazzino di 725 metri quadrati.

Il progetto si completa con la ristrutturatone dell'ultimo edificio, leggermente separato dal resto del complesso, di 240 metri quadrati, che diventerà la foresteria

Fra passato e futuro

Come valuta i suoi primi quattro anni di presidenza?
«Pochi giorni dopo la mia nomina, il Covid ci costrinse tutti a casa. In questi anni non era scontato riuscire ad aprire il Memoriale e invece ce l'abbiamo fatta. Poi abbiamo assegnato quattro premi Cavour, valorizzando ulteriormente questo riconoscimento, ed è arrivato l'accordo con la Sna, che non avevamo assolutamente previsto. Ci permette di ospitare quasi tutte le settimane i corsi di formazione per amministratori pubblici, all'interno delle Scuderie».

Più che al passato, il presidente preferisce guardare avanti: il primo obiettivo è il rinnovo della convenzione con il Comune di Torino, proprietario del complesso.

«Non è mai facile modificare le convenzioni: non c`è migliore occasione di quando si va in scadenza e quella con Torino scadrà nel 2026. Dovrà essere sostenibile e contenere la possibilità di fare fundraising».

Poi le modifiche allo statuto: «Il supporto dei cittadini alla Fondazione dovrà essere presente anche nello statuto. Oggi, infatti, è tutto sulle spalle di Comune e Regione e di qualche contribuzione dei Cavalieri del Lavoro. Vorremmo allargarle a tutti coloro a cui sta a cuore l'Unità, diventando una Fondazione a carattere nazionale e non soltanto locale».

Il circuito risorgimentale

Boglione intende lavorare anche sul restauro del parco storico, con la sistemazione dei percorsi, la posa di nuovi fondi impermeabili e di tipo naturale, la potatura e la sostituzione di alcune piante, il rifacimento dei prati, la revisione degli arredi e la creazione di un sistema di alimentazione dello stagno.

«Abbiamo provato a intercettare i fondi del Pnrr per ora non sono arrivati, ma speriamo ancora in un ripescaggio. Altrimenti dovremo trovare altre forme di finanziamento».

C'è infine il "sogno di Fasano", come lo definisce Boglione: il santenese direttore della Fondazione da decenni ispira e guida le attività. E vede come possibile la creazione di un circuito culturale e turistico delle residenze risorgimentali.

Nel Chierese non mancano: il Castello di Pralormo è legato alla memoria dei Beraudo, che furono diplomatici e ministri; a Temavasso è sepolto il generale Thaon di Revel fondatore dei Carabinieri; Villanova è legata ai Lamarmora e dunque alla nascita dei Bersaglieri; il patriota Silvio Pellico passava l'estate nella villa di famiglia a Madonna della Scala.

«Ci stiamo lavorando, a partire dalle frequentazioni con Grinzane e Leri e con le associazioni collegate. È un'opportunità che vogliamo cogliere in un territorio che si distingue per essere una culla del Risorgimento».



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