SANTENA «Più vado avanti nella vita, più mi accorgo che il silenzio è il miglior linguaggio». Con queste parole Ernesto Olivero ha accolto il Premio Cavour. Domenica il fondatore del Sermig e dell`Arsenale della Pace di Torino ha ricevuto gli occhialini d’oro nel complesso cavouriano. Il riconoscimento è stato consegnato dal presidente della Fondazione Cavour, Marco Boglione, e da Gino Anchisi, presidente degli Amici di Cavour. Ernesto Olivero è il ventesimo premiato «per la determinazione a sconfiggere la fame attraverso una cultura concreta della solidarietà, la volontà di coinvolgere sempre nuove generazioni e l`eccezionale capacità di tessere reti di dialogo internazionale». Nel corso della cerimonia è stato proiettato il documentario di Michelangelo Dotta, “Il Sogno”, che racconta la nascita e la vita dell`Arsenale e del Sermig. Quest`ultimo, dal 1964, ha donato, più di 30 milioni di ore di volontariato, svolto 3.885 interventi umanitari e offerto quasi 32 milioni di pasti. «Chi è capace di fare silenzio significa che non ha paura. Chi dà spazio al silenzio, è già oltre – le poche parole di Olivero al momento di ricevere il Premio – Vedete, uno dei miei segreti si chiama Maria, mia moglie lei mi veniva dietro anche se non ci capiva niente, ma per farlo le bastava vedermi sereno. Chi vuol fare la rivoluzione, stia zitto e vedrà tti prelibati. A proposito di silenzio, il mio intervento dice…». Sorriso, silenzio. Poi un lungo applauso.
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