SANTENA 9 giugno 2026 – 350 persone presenti, sabato scorso 6 giugno, alla cerimonia per il 165° Anniversario della morte di Camillo Cavour. Evento unico in Italia. Organizzato dalla Fondazione Cavour, dall’Associazione amici della Fondazione e dalla città di Santena. Al Complesso Cavouriano, di Santena.
Alle 6:45 del mattino di sabato 6 giugno 2026, il tricolore del castello Cavour è stato posizionato a mezz’asta, nell’ora esatta della morte di Camillo Cavour. Presenti: Marco Boglione, presidente della Fondazione Camillo Cavour; Gino Anchisi, presidente dell’Associazione Amici di Cavour; Marco Fasano, vice presidente della Fondazione; Ugo Baldi, vice presidente dell’Associazione Amici della Fondazione; Serena Rossi, responsabile della Segreteria della Fondazione. Davanti al castello e al pennone tricolore un buon gruppo di volontari dell’Associazione Amici della Fondazione. Presenti all’ammaina bandiera: Roby Ghio, sindaco di Santena, con tanto di fascia tricolore; Paolo Romano, vicesindaco; Enrico Arnaudo, presidente del Consiglio comunale di Santena; Fiorenza Di Sciullo, consigliera comunale; Agostina Genero, la presidente dell’Associazione produttori di asparagi di Santena e delle Terre del Pianalto.
Marco Boglione, con un occhio all’orologio, raccogliendo le sensazioni un po’ di tutti, quando le lancette arrivano alle 6:45, afferma questo: «Questa piccola cerimonia, una ricorrenza, tristissima, per tutti, anche per l’Italia, è vissuta con una partecipazione quasi familiare. Siamo poco più di una ventina di persone. Tutte e tutti appassionati di storia, di Camillo Cavour, di Unità d’Italia. Mi permetto di dire che Camillo Cavour è contento di questa piccola attenzione che tutti gli anni, gli riserviamo. Mettendo a mezz’asta tutte le bandiere di Santena. Un segno di grande affetto e rispetto. E poi c’è la partecipazione di tanti volontari dell’Associazione Amici della Fondazione. Per tutto questo ho la presunzione di pensare che quello che stiamo facendo farebbe piacere a Camillo Cavour».
Subito dopo, a tirare il filo che ha ammainato la bandiera Tricolore Ugo Baldi, con al fianco Marco Fasano, Roby Ghio e Marco Boglione. Tempo pochi secondi e il tricolore si ferma a metà pennone. Subito scatta l’applauso dei presenti. A seguire foto di gruppo dei 26 presenti che si dispongono ad attorniare il sindaco Roby Ghio e il presidente Marco Boglione. La foto ritrae il gruppo con davanti il tricolore ammainato e, dietro, la facciata del castello. Verso le sette del mattino si chiude la prima fase del programma del 165° Anniversario della morte di Camillo Cavour. Tutti a colazione, da Bin Ciapà. Caffè, cappuccino, brioches, due parole e poi tutti ad affrontare gli impegni quotidiani.
L’evento clou del 165° Anniversario della morte di Camillo Cavour è in agenda nel pomeriggio di sabato 6 giugno 2026, con inizio alle ore 18. Piano piano arrivano le autorità civili e militari. Si parte con l’omaggio alla tomba di Camillo Cavour. La corona a Camillo Cavour è offerta dalla Città di Santena. A posarla la presidente dell’Associazione produttori di asparagi di Santena e delle Terre del Pianalto Agostina Genero e un giovane volontario dell’Associazione Amici. A lato della tomba gli alpini di Santena. Subito dietro la corona il sindaco di Santena Roby Ghio, il prefetto di Torino Donato Giovanni Cafagna e Rosanna Purchia, assessora alla Cultura della Città di Torino. A seguire una pattuglia di sindaci e amministratori comunali del territorio e le autorità militari, Guardia di Finanza e Carabinieri. A fare da cicerone Marco Boglione. Poi un breve intervento del Prefetto della città della Mole. La cerimonia prosegue nello spiazzo sito tra il Castello Cavour e l’ingresso del Salone Diplomatico. Ci sono oltre 250 sedie. Tutte occupate. Con tanta gente in piedi. A moderare gli interventi delle autorità la giornalista Anna Sartorio.
Questo l’ordine degli interventi: Marco Boglione, presidente della Fondazione Cavour; Gino Anchisi, presidente dell’associazione Amici della Fondazione; Roby Ghio, sindaco di Santena; Domenico Tosco, presidente Pro Loco Santena; Roberto Bodrito, presidente Enoteca regionale Piemontese Cavour; Francesco Principi, sindaco di Villastellone; Rosanna Purchia, assessora alla Cultura della città di Torino; Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte, che ha inviato un messaggio scritto; Donato Giovanni Cafagna, Prefetto di Torino. Tutti hanno parlato con, alle spalle, un grande mazzo di asparagi di Santena e delle Terre del Pianalto.
Poi la commemorazione ufficiale, opera del giornalista Giorgio Dell’Arti, sul tema “Cavour, uno straniero in Italia”. Gino Anchisi, ripercorre così i passi che hanno portato a individuare Giorgio Dell’Arti, per la commemorazione del 165° anniversario della morte di Camillo Cavour: «Nel 1996, 30 anni fa, nasceva l’Associazione Amici della Fondazione Camillo Cavour. Santena stava risorgendo dall’Inondazione del 1994, mentre la Fondazione affrontava un momento di difficoltà. I problemi da affrontare erano enormi. Fu naturale decidere che bisognava valorizzare il patrimonio storico e culturale che la comunità aveva la fortuna di ospitare. Si stabilì di invitare Giorgio Dell’Arti, autore di un agile e fruibile “Vita di Cavour” che rompeva con gli stili dell’Accademia. L’incontro si tenne nel parrocchiale Cinema-Teatro Elios, il 20 gennaio 1997. Fu un successo. Giorgio Dell’Arti a Santena aveva lavorato per mesi nell’archivio cavouriano, ma non conosceva la comunità cittadina. Quando entrò nella sala, colma di 250 persone, rimase sbalordito. Nella conferenza sottolineò il valore delle memorie custodite nel Castello Cavour. Parlò di un politico moderno e sempre attuale. Considerato da Bismarck e Metternich il più grande statista d’Europa; che aveva un amore sfegatato per la famiglia, per il proprio Paese e per Santena, dove volle essere sepolto. L’incontro creò consapevolezza e suscitò una piacevole sensazione mettendo in luce i motivi d’orgoglio degli Italiani e dei Santenesi per l’opera svolta da Cavour nella costruzione dell’Italia. Trent’anni dopo il ritorno di Dell’Arti è stata occasione per riflettere sul significato attuale del Memoriale Cavouriano nella cultura italiana ed europea». Giorgio Dell’Arti, a Santena, era accompagnato dalla sua gentile signora, la giornalista Lauretta Colonnelli. Sabato pomeriggio 6 giugno 2026, Giorgio Dell’Arti, per poco meno di mezz’ora, con in mano il suo libro “Cavour. Vita dell’uomo che fece l’Italia (I nodi)” – volume edito per i tipi di Feltrinelli, attualmente in ristampa -, ha calamitato l’attenzione dei presenti. Strappando a tutti un convinto applauso finale.
Appena dopo, tutti sull’attenti, per l’Inno d’Italia. Poi la cerimonia è proseguita con l’Omaggio alla Memoria con degustazione di asparagi e di prodotti tipici enogastronomici, legati all’opera di Camillo Cavour e dei suoi contemporanei. I presenti, passando dal roseto e dal retro del castello Cavour, hanno raggiunto l’area sita davanti alle scuderie per la degustazione. All’arrivo dei presenti, Irma Genova ha subito ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la degustazione. Ecco l’elenco: L’Associazione Produttori Asparago di Santena e delle Terre del Pianalto; il Ristorante Andrea, di Poirino; il Ristorante La locanda del Cont di Santena; la ditta Lenti Rugger, di Santena; Caffè Vergnano, di Santena; le Distillerie Vincenzi, di Pecetto Torinese: il Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese: l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, di Grinzane Cavour: il Grissinificio Feyles, di Cambiano; Ires riso “Gran Cavour”, di Nibbiola (No); la Macelleria Crivello, di Santena. Ancora alla buona riuscita della manifestazione hanno dato il loro contributo: il geometra Giuseppe Marocco, di Santena; la Pro Loco Santena: l’Associazione Santena E20; la ditta di Costruzioni edili Ienco Cosimo.
A degustazione finita, ecco quanto riferito da coloro che erano presenti ai vari gazebi della degustazione. Elena Capello, la Chef della Locanda del Cont, con il suo staff ha cucinato 350 porzioni di insalata di riso utilizzando: 7 chilogrammi di riso Gran Cavour; 15 chili di asparagi del Pianalto; toma piemontese, raschera; pomodori datterini, uova sode; prosciutto a cubetti. La cucina del Ristorante Andrea di Poirino, dello Chef Paolo Tamagnone, ha preparto gli asparagi in salsa. Ha cucinato 60 chili di asparagi di Santena e del Pianalto, cresciuti nelle asparagiaie di Cascina Rubina di Poirino. Gli asparagi sono stati serviti con salsa reale. Anche qui in tutto sono stati impiattate oltre 300 porzioni. Lo staff della Macelleria di Fabio Crivello ha preparato 350 porzioni di carne cruda. La ricetta è ad hoc per la commemorazione. Ha utilizzato 16 chili di carne di bovina di razza piemontese, con età sotto i 24 mesi, condita con parmigiano stagionato 24 mesi, olio Evo pugliese e limone. Come sempre, anche qui c’è un ingrediente segreto, ricorda Caterina Alfarano: “Tanto amore”. Lo staff della ditta Lenti, ha affettato due cosce di Lenti e lode di alta qualità. Anche qui, oltre 300 le porzioni distribuite. I secondi sono stati accompagnati dai mitici grissini Rubatà della ditta Feyles. A innaffiare primi e secondi, 48 bottiglie, tra Nebbiolo d’Alba e Langhe Bianco, con oltre 40 bottiglie di minerale, tra naturale e frizzante. Attorno a 200 le capsule di Caffè Vergnano. 150 le porzioni di Bicerin, al naturale e dark, chiesti ai volontari. Come sempre erano presenti i volontari del Sermig, con il gelato. Tra i gusti più graditi il variegato alla nocciola e il cioccolato extra fondente. In questo caso il ricavato andava direttamene ai progetti di solidarietà dell’Arsenale dell’Armonia, sito in strada dell’Eremo 85, a Pecetto Torinese. Il prossimo anno? Si replica, affermano, con convinzione, l’Associazione Amici della Fondazione Cavour e la Fondazione Cavour.


