PARCO DELLE INCISIONI RUPESTRI DI GROSIO

Giovanni Maria Visconti Venosta, nacque a Milano nel 1887. Era figlio di Emilio, importante ministro dell'Italia postunitaria, imparentato con Camillo Cavour in quanto sua madre, Maria Luisa Alfieri di Sostegno, era nipote del grande statista piemontese.
Alla sua morte Giovanni Visconti Venosta lasciò alla Citta' di Torino il Complesso Cavour di Santena con tutti i preziosi cimeli, archivi, oggetti d’arte e arredi.
La consorte Marchesa Margherita donò, nel 1973, ad un consorzio di enti locali la zona archeologica del Castello di Grosio, in vennero rinvenute le importanti incisioni rupestri. Alla morte della Marchesa nel 1982, anche il Castello fu donato al Comune di Grosio, affinché ne istituisse un museo.

Parco delle Incisioni Rupestri

Sul terreno donato dalla Marchesa Margherita Visconti Venosta, nel 1978 venne realizzato il Parco delle incisioni rupestri di Grosio, con la costituzione di un consorzio di Enti fra la Provincia di Sondrio e il Comune di Grosio.

A questi Enti fondatori si sono in seguito aggiunti la Comunità Montana di Tirano e il Comune di Grossotto.

Il Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio è forse l'esempio più completo e meglio conservato di manifestazioni artistiche delle popolazioni "retiche" dell'età del Ferro, conquistate dai Romani solamente nel periodo augusteo sul finire del I secolo a.C.
Gli aspetti archeologici emergenti sono costutuiti da complessi petroglifici (incisioni e coppelle) di straordinaria qualità, diffusi in tutto il territorio del parco.
La "rupe magna" ne è l'insieme morfologicamente più suggestivo e significativo. Sulla grande roccia che emerge a dorso di balena dal terrazzamento del dosso del Castello si addensano gli episodi e le scene figurative più complesse.

Grosio, Rupe Magna - simulacri di armati
Grosio, Rupe Magna - triade di armigeri

La primitiva sacralità del luogo in cui l'uomo ha segnato l'ambiente in modo leggero, senza intenzioni egemoniche o necessità di testimoniare un dominio, accresce il carattere magico di questo "bosco sacro", la cui influenza si dilata sia dal punto di vista spaziale al paesaggio circostante, che da quello temporale all'intero arco storico, con la nascita di due castelli (nei secoli XII e XVI) fino a episodi più recenti legati alla Resistenza.

BIBLIOGRAFIA: Il parco delle incisioni rupestri di Grosio, atti del Convegno, 1985 e Valtellina e Mondo Alpino nella Preistoria, edizioni Panini, 1989

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