LA PATRIA CULTURALE DI CAVOUR, TRA ITALIA, SVIZZERA E FRANCIA

tratto da:

Sergio Romano, Due ragioni per salvare Santena

in Fondazione Camillo Cavour - "Il Castello di Santena", Pluriverso Editore, Torino, 1992

"Santena non è soltanto una casa di campagna, a breve distanza da Torino, dove la famiglia passava giornate di riposo o accoglieva gli amici. È un «relais» in un circuito di ville e chateaux che formano complessivamente la patria familiare e intellettuale di Cavour. Collegate l'una all'altra da un percorso ideale queste case compongono una «nazione» che non corrisponde a nessuno degli Stati dell'epoca, una sorta di enclave a cavallo tra la Svizzera, la Francia e il regno di Sardegna"...

..."Questo Stato senza confini è una repubblica governata da una oligarchia di famiglie, unite da legami di sangue, amicizia, affinità intellettuale. Jean-Jacques de Sellon, zio di Cavour, abita una villa sulle alture di Ginevra, La Fenétre. E' una casa neoclassica circondata da un parco dove Sellon ha fatto costruire alcuni «monumenti simbolici dedicati all'inviolabilità della vita umana». È dei Sellon anche il castello di Allaman, sulla riva destra del lago: la costruzione è sobria, alla francese, con grandi torri sui due lati della facciata e tetti spioventi. Quando non sono al castello i Sellon villeggiano e ricevono gli amici a La Perrière, dove esiste una vecchia sorgente termale. Per visitarli Cavour deve attraversare il San Bernardo, scendere sino a Bourg-Saint-Maurice, proseguire per Moîitiers. I de la Rive, invece, lontani cugini di Cavour, passano i mesi della villeggiatura a Presinge, un villaggio a nord-est di Ginevra, vicino al confine con la Savoia. Gli altri zii ginevrini di Cavour, i Clermont-Tonnerre, abitano a Le Bocage, non lontano da Ginevra, una elegante casa di campagna composta, come un domino, di parti costruite in tempi diversi"...


Castello di Allaman e Jean-Jacques de Sellon (1782-1839)

..."Questa è la patria di Cavour: una provincia europea a cavallo delle Alpi, assai più vicina a Parigi, Londra e Milano che non a Firenze, Roma, Napoli. Vi è un episodio della sua vita che dimostra dove cominciasse per lui l'estero"... "Le frontiere avevano collocato le loro case in Stati diversi e la storia politico-religiosa di quella parte d'Europa aveva separato le loro Chiese. Ma intellettualmente essi appartenevano a una stessa patria. Leggevano gli stessi libri e le stesse riviste, seguivano con eguale interesse le vicende politiche francesi o inglesi, discutevano con eguale competenza i problemi della società contemporanea, dello sviluppo economico, della rete ferroviaria"...
..."Paradossalmente Cavour contribuì a dividere quella nazione. Dopo la metà del secolo le famiglie con cui egli aveva trascorso, passando da una casa all'altra, la sua adolescenza e la sua giovinezza, divennero assai più «nazionali» - francesi, svizzere o italiane - di quanto non fossero state all'epoca dei suoi viaggi ginevrini negli anni trenta. Il nazionalismo plebiscitario di Napoleone III, la nuova costituzione svizzera del 1848 e la politica italiana dei Savoia nel decennio durante il quale Cavour diresse il governo di Torino crearono vincoli di lealtà nazionale e statale là dove prima era esistito un intreccio di vincoli familiari, dinastici, cantonali, municipali. Da un secolo e mezzo, quindi, la «nazione alpina» di cui Cavour era cittadino ha cessato di esistere. Ma il relais delle sue case ne disegna ancora il territorio"...

Il Castello di Thorens si trova nella radura del Plateau de Glières fra Annecy, Ginevra e Chamonix.
E’ un’antica fortezza dove sono conservati mobili importanti e opere d’arte appartenute a Camillo Cavour. Da segnalare fra tutti i quadri di Rubens e Van Dyck esposti al castello.

A Thorens-Glières sono inoltre custodite lettere, documenti personali, libri e reliquie di San Francesco di Sales, vescovo di Annecy dal 1602 al 1622.

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